Attività fisica intensa e biomarcatori

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L'attività fisica è fortemente raccomandata per il controllo del peso, ritadare l'insorgenza di disordini cronici e prevenire diverse patologie. Il fitness e la buona nutrizione sono alla base di un organismo in salute. Con un'attività fisica regolare, il corpo migliora l'utilizzo del carburante adattando il suo metabolismo a un aumento del dispendio energetico. Questi benefici cambiamenti indotti dallo sport possono tuttavia alterare le concentrazioni di numerosi parametri di laboratorio. Queste modificazioni, in particolare in aumento al di fuori dei range di normalità,  possono portare a una interpretazione sbagliata del dato analitico.


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Vediamo nel dettaglio quali marcatori metabolici possono essere alterati dalla pratica sportiva intensa:

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   Marcatori Epatici

 

Le aminotransferasi sono comunemente dosate nel siero per monitorare lo stato di salute del fegato.

ALT (GPT) viene espressa maggiormente dalle cellule del fegato ma è presente in piccole quantità anche nei reni, nel cuore, nei muscoli e nel pancreas.

AST (GOT) è anch'essa presente per lo più nel fegato ma una parte considerevole la si ritrova anche in altri tessuti inclusi i muscoli.

Diversi studi sulla popolazione generale hanno messo in correlazione la concentrazione di ALT e AST all'indice di massa corporea (BMI).  Dopo uno sforzo fisico intenso i valori delle transaminasi possono aumentare. Ad ogni modo i valori di AST e ALT  aumentano in maniera differente. Uno studio condotto su maratoneti ha evidenziato un aumento della AST da un valore normale di 29.3 ad uno al di sopra dei valori di riferimento 51.6 U/L quattro ore dopo la fine della gara, fino ad un valore pari a 106.9U/L a 24 ore. La ALT, al contrario ha subito un aumento inferiore da 21.8 di media a 29.8 U/L a 24 ore dalla gara ed in genere un marcatore più specifico del fegato.

Bilirubina

La produzione di Bilirubina dipende dalla distruzione fisiologica degli eritrociti (globuli rossi) e dal catabolismo della emoglobina. Lo sforzo fisico acuto  è in grado di danneggiare i globuli rossi e quindi aumentare l'emolisi. Gli sportivi in generale tenderanno ad avere valori di bilirubina aumentati rispetto ai valori della popolazione di riferimento.

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Muscolo Scheletrico

 

L'esercizio prolungato può comportare danno muscolare evidenziato da una serie di sintomi come perdita di forza, stanchezza, dolore e a livello ematico un aumento dei livelli sierici di proteine muscolari come la creatin chinasi (CK), la lattato deidrogenasi (LDH) e la mioglobina (Mb). Il rilascio di proteine muscolari durante l'esercizio fisico è dovuto ad un aumento della permeabilità di membrana cellulare. In breve le cellule, isolate dall'ambiente esterno da una barriera (membrana) semipermeabile, perdono l'abilità di trattenere le proteine all'interno e queste si riversano nel circolo sanguigno. 

Creatin Chinasi (CK)

L'attività della concentrazione della creatin chinasi (CK) è stata studiata a fondo ed è considerato un marcatore qualitativo del microtrauma muscolare. Il valore della CK nel siero è direttamente correlata  alla durata e alla intensità dello sforzo fisico. La CK è  normalmente più alta nelle persone attive rispetto ai sedentari. L'incremento del CK dopo un esercizio fisico dipende strettamente dalla condizione fisica e dalla capacità di recupero del singolo individuo. Valori di CK che si protraggono alti dopo un ragionevole periodo di riposo possono essere indice di recupero incompleto e segnalare un overtraining. Normalmente i soggetti che presentano quantità di CK elevate a seguito di un intenso carico di lavoro fisico presentano valori aumentati di Lattato Deidrogenasi (LDH).

 

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       Marcatori Cardiaci

 

L'esercizio fisico intenso può generare ischemia transitoria, stress miocardico e disfunzione ventricolare sinistra diastolica, spesso inducendo un aumento delle concentrazione dei parametri biochimici solitamente misurati nella diagnosi delle malattie cardiache. Ad oggi moltissimi sono gli studi in letteratura che associano l'esercizio fisico intenso e prolungato all'alterazione dei valori dei marcatori cardiaci. Negli atleti professionisti valori alterati di questi marcatori sono ormai considerati una comune risposta adattativa dell'organismo ad una attività cardiovascolare elevata durante l'esercizio.

I Marcatori cardiaci che possono subire un aumento di concentrazione per un intenso e prolungato sforzo fisico sono:

NT-ProBNP: 

Il peptide natriuretico (BNP) é un ormone rilasciato dai cardiomiociti in risposta a stress cardiaco. Utilizzato per monitorare le condizioni cardiache in soggetti cardiopatici ha la funzione di ridurre lo stress sulle pareti del cuore aumentando la vasodilatazione, aumentando l'eliminazione del sodio tramite le urine (natriuresi) e inibendo gli effetti del sistema renina angiotensina (aumento volume sanguigno, vasocostrizione). Possiede inoltre una funzione di protezione e di crescita sulle cellule cardiache.

Troponine:

Le troponine sono una famiglia di proteine presenti nel muscolo scheletrico e nel muscolo cardiaco. Il dosaggio delle isoforme cardiache viene utilizzato in medicina di laboratorio per valutare la salute del cuore. I test di ultima generazione hanno una altissima sensibilità analitica e riescono a valutare anche piccoli incrementi, non apprezzabili in passato. Durante lo sforzo fisico intenso, piccole quantità di troponina possono essere rilasciate dal tessuto cardiaco senza che questo evidenzi un vero danno soprattutto in assenza di sintomi.

Altri marcatori sono:

Kidney

 

     Funzionalità renale

Creatinina

La concentrazione di creatinina sierica è la misura più utilizzata e comunemente accettata nella medicina clinica per valutare la funzionalità renale. I valori di riferimento dei parametri biochimici specifici per gli atleti non sono mai stati definiti; quelli usati per la popolazione generale, compresa la creatinina sierica, vengono abitualmente applicati agli atleti. La creatinina è la forma non enzimatica derivata dal catabolismo della creatinfosfato.  La concentrazione della creatinina nel siero è direttamente correlata all'indice di massa corporea e alla dieta (consumo di carne). In sintesi maggiore è la massa muscolare maggiore è la concentrazione di creatinina nel sangue. Il modo migliore per valutare la funzionalità renale in soggetti con alto indice di massa corporea è la Clearance della creatinina sulle urine delle 24h.

Acido Urico

L'acido urico è importante nella medicina dello sport in quanto è il prodotto terminale del metabolismo delle purine e il principale antiossidante nel plasma umano. Il metabolismo delle purine (componenti del DNA) è spesso aumentato negli sportivi in genere per una dieta ricca di proteine animali e per un aumentato turnover (ricambio) cellulare. Aumentati livelli di acido urico nel sangue  possono avere anche un effetto negativo sull'organismo, in particolare per l'apparato cardiovascolare. Alti livelli di acido urico sono associati con un aumentato rischio di infarto e malattie coronariche.

 

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Conclusione

L'attività fisica è certamente consigliata per gli innumerevoli effetti benefici sull'organismo, da quelli metabolici a quelli psicologici. Se nel corso di analisi di routine si dovessero riscontrare dei valori alterati consultare  il proprio medico di fiducia.

E' importante considerare il quadro generale di tutti i marcatori ematici e quantificare eventuali incrementi rispetto ai valori di riferimento.

In ogni caso è opportuno, prima di sottoporsi ad esami del sangue, osservare alcuni giorni di riposo per permettere all'organismo di recuperare da eventuali sforzi fisici. 

 


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